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Ciao.
Intanto grazie della precisazione: forum, non blog.
Condivido assolutamente le motivazioni che animano questo spazio.
Intanto devo dire che non si finisce mai di imparare. Anzi, proprio per questo motivo e con questo spirito, non per "ommnia docet", mi sono permesso di condividere la mia piccola e lacunosa esperienza nel tessile per scrivere
in risposta a Versilialleva.
Cominciamo a mettere le cose in chiaro: non ho nessunussima esperienza di allevamento. So che le pecore fanno Beeh...ma non so neppure che lingua parlano le capre casmere, ne tantomeno i camelidi.
So che sono dolcissime, un pò arroganti, e che dal loro vello
le vibrazioni che mi trasmettono sono coccolose e rassicuranti.
Diverso se entriamo nel mondo delle fibre e delle lavorazioni e dei manufatti: qui mi ritengo "uno bravo che impara".
Lo stile, il colore, la tecnica e la fantasia sia dei fili che dei manufatti (e dei costi) sono il mio pane quotidiano.
In questa direzione posso dare. Per la prima, voglio imparare. E quindi un grazie a te che mi insegni.
Ho la fortuna di lavorare per conto di allevatori di Francia, Inghilterra, Italia nella trasformazione e valorizzazione delle loro fatiche, perchè, essendo di Biella, da sempre ho mangiato pane e lana.
Ma abbiamo perso un pò il filo del discorso, anche se ritengo che una presentazione sia necessaria, a scanso di equivoci.
Ritornando a tema:
1) La cosa più importante: avere un mercato dove piazzare i prodotti finiti (farm, slow-food, autogril, fiere, break and breakfast, ecc). Senza questo, non iniziare a fare nulla: sprecheresti il tuo lavoro, la tua fatica.
2) Avere una filiera di qualità, che non solo sa lavorare, ma che si preoccupa per prima cosa di valorizzare il tuo lavoro e di andare verso il tuo mercato (no a voli pindarici di stile).
3) Tante altre cose, ma se vuoi e se hai delle curiosità ne parliamo alle prossime.
Ciao, con amicizia e ammirazione.
Pier®
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